Chair

Una sedia, un corpo, il dialogo con lo spazio

Una sedia. Un corpo. Nient'altro che serve.

Quando si toglie tutto il superfluo, rimane l’essenziale. Chair nasce dalla volontà di esplorare cosa succede quando un corpo umano entra in relazione con un oggetto quotidiano trasformato in scultura. La sedia smette di essere un supporto e diventa interlocutore – una forma geometrica che dialoga con le linee organiche del corpo, definendo lo spazio attorno a sé.

Progetto fotografico creativo sulla geometria del corpo e la purezza della composizione

Scheda progetto

Concept: Corpo, geometria e dialogo con lo spazio

Tecnica: Ritratto e figura, studio controllato

Formato: Fine art / editorial

Anno: 2026

Il contesto

Chair è un progetto realizzato a Catania con la collaborazione di una modella professionista, la cui presenza e controllo del corpo hanno reso possibile costruire composizioni così precise ed essenziali. Uno spazio vuoto, una sedia, una figura. Nessun elemento di distrazione – solo la relazione tra il corpo e l’oggetto, tra il movimento e la forma, tra il pieno e il vuoto.

L'idea

Gli oggetti quotidiani smettono di essere invisibili nel momento in cui qualcuno decide di guardarli davvero. Una sedia è una geometria, un insieme di linee e piani che definisce lo spazio attorno a sé. Questo progetto nasce da quella osservazione: togliere tutto ciò che distrae per lasciare spazio a un dialogo puro tra il corpo umano e la forma. Il movimento diventa linguaggio. La composizione diventa racconto.

I temi

Ogni progetto creativo nasce da un’idea che vuole dire qualcosa. Chair è stato costruito attorno a quattro tensioni concettuali, ognuna necessaria per dare profondità alla narrazione visiva.

Claude responded: Ogni progetto creativo nasce da un’idea che vuole dire qualcosa.

Geometria e organicità a confronto

Il corpo come linguaggio visivo

L’oggetto quotidiano trasformato in scultura

Il dialogo tra figura e spazio vuoto

Com'è nato il progetto

L'intuizione

L’immagine di un corpo in movimento attorno a una sedia in uno spazio completamente vuoto –  niente che distragga, tutto che significhi.

La costruzione

Ricerca delle composizioni, delle pose e delle angolazioni capaci di far emergere la relazione tra la geometria dell’oggetto e la fluidità del corpo.

Lo scatto

Sessione in studio con set ridotto all’essenziale – luce, sedia, figura. Ogni scatto costruito come una composizione scultorea, dove il vuoto ha lo stesso peso del pieno.

La post-produzione

Interventi su luci, contrasto e toni per esaltare la pulizia delle linee e la raffinatezza delle composizioni, senza mai alterare la natura essenziale delle immagini.

“Niente di superfluo. Solo quello che conta.”

– Graziano Bongiovanni

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