Il progetto nasce da una domanda semplice: cosa succede quando togli a un corpo lo sfondo del mondo e lo metti su un cubo? Elevati su piedistalli geometrici come statue dell’antichità classica, i soggetti smettono di essere persone e diventano archetipi — forme di bellezza universale che parlano di forza, vulnerabilità e di ciò che siamo capaci di costruire solo insieme.
Concept: Corpo umano e perfezione geometrica
Tecnica: Ritratto e figura su set controllato
Formato: Fine art / editorial
Anno: 2025
Cubi è un progetto realizzato in Sicilia, nato dalla collaborazione con due modelli e ballerini professionisti. La loro tecnica corporea e la loro sensibilità artistica sono state fondamentali: senza la capacità di abitare lo spazio con quella precisione e quella consapevolezza del corpo, la visione sarebbe rimasta tale. Il loro talento ha trasformato un’idea in immagine.
C’è un momento in cui il corpo smette di essere corpo e diventa forma. È quello che cercavo: non documentare due persone, ma costruire un dialogo tra la fluidità organica dell’umano e il rigore assoluto della geometria. I cubi non sono semplici supporti — sono il contrappunto. L’ordine che rende visibile il caos. Il piedistallo che trasforma il quotidiano in archetipo.
Ogni progetto nasce da un equilibrio tra visione creativa, attenzione al prodotto e obiettivo commerciale. In questo caso, il lavoro è stato sviluppato per ottenere quattro risultati precisi.

Forza e fluidità



L’immagine mentale di un corpo su un cubo bianco, isolato, sospeso tra scultura e fotografia.
La costruzione: Ricerca delle pose, del dialogo tra i due soggetti, della luce che valorizzasse i volumi senza annullarli.
Sessione in set controllato, dove ogni posizione è stata costruita come una composizione scultorea — prima le figure singole, poi l’incontro.
Elaborazione degli scatti con interventi mirati su luci, ombre e colori per esaltare il concept senza alterare la natura dell’immagine. Il ritocco è al servizio dell’idea, non della perfezione tecnica.
“Un progetto sulla vulnerabilità e la forza, sulla solitudine e l’unione, sulla bellezza come linguaggio senza parole.”
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